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I nostri partner

Laerdal collabora con l'AHA su progetti in larga scala, tra cui la distribuzione di oltre 1 milione di kit CPR Anytime per il training degli alunni scolastici, corsi HeartCode eSimulation e il programma Resuscitation Quality Improvement (RQI).

La nostra alleanza con l'AAP ha portato allo sviluppo di diversi simulatori progettati per supportare il programma Newborn Resuscitation Program (NRP), i programmi di e-learning e la suite di moduli di formazione Helping Babies Survive.

Jhpiego è un'organizzazione sanitaria non-profit affiliata alla The Johns Hopkins University. Laerdal Global Health supporta Jhpiego nello sviluppo e nell'attuazione dei programmi Helping Mothers Survive.

Laerdal ha lavorato con la British Heart Foundation per oltre un decennio e ha formalizzato il loro rapporto nel 2014 con l'iniziativa Nation of Lifesavers. Questa collaborazione mira a garantire che le competenze RCP siano apprese in tutta la nazione, nelle scuole, nei luoghi di lavoro e nella comunità e ha portato all'utilizzo di oltre 148.000 dei kit RCP Call Push Rescue Mini Anne. Laerdal e BHF continuano a lavorare insieme per sviluppare programmi e attività per raggiungere le missioni allineate.

Laerdal collabora con HealthStream per fornire la piattaforma del sistema di gestione della simulazione SimCenter e sulla distribuzione dei corsi HeartCode.

Per 20 anni, Laerdal ha lavorato con Philips Healthcare su progetti come i defibrillatori automatici esterni HeartStart e tecnologie Q-CPR.

Laerdal è il partner strategico di NLN per il training di simulazione paziente per la formazione infermieristica negli Stati Uniti.

La fondazione Stavanger Acute medicine Foundation for Education and Research (SAFER) è stata fondata nel 2005 insieme alla University of Stavanger, lo Stavanger University Hospital e Laerdal Medical. Solo nel 2016, le attività di training superavano i 12.000 giorni con partecipanti.

La Global Resuscitation Alliance (GRA) è una rete globale di esperti centrata sulla collaborazione per aumentare la sopravvivenza in seguito ad arresto cardiaco improvviso. I partecipanti si impegnano sull'obiettivo di aumentare le percentuali di sopravvivenza del 50 per cento.